Triade delle atlete

Si riscontra nelle donne atlete un’alta percentuale di amenorrea che varia dal 3,4% al 66%.
L’etiologia di questa forma di amenorrea ipotalamica secondaria è sconosciuta, ma probabilmente è riconducibile allo sbilanciamento tra l’energia consumata per le prestazioni atletiche e l’energia incamerata ed è più frequente nelle atlete di fondo in quanto richiedono un fisico più magro.
In pratica il corpo per conservare energia sopprime alcune funzioni essenziali come la riproduzione, inducendo amenorrea.
I fattori che concorrono a determinare questo stato possono essere:
 

Intenso allenamento

Stato nutrizionale

Variazione della composizione corporea

Stress

Variazioni ormonali

Una complicanza causata da una prolungata amenorrea è la riduzione della massa ossea (osteoporosi).
L’American College of Sports and Discipline Medicine nel 1992, ha definito “Triade della donna atleta” l’associazione di :

Amenorrea

Osteoporosi

Disturbi delle condotte alimentari

Questo disturbo può non essere riconosciuto per lungo tempo in quanto possono passare inosservate abitudini alimentari scorrette volte a conseguire un assetto corporeo “ideale” ritenuto ottimale per il raggiungimento di prestazioni atletiche eccellenti, situazione spesso incoraggiata involontariamente dai preparatori atletici o compagni di squadra a seguito di miglioramenti delle prestazioni atletiche.
Per tale ragione è opportuna un’anamnesi e una valutazione globale approfondita nelle atlete, al fine di poter porre rimedio tempestivamente a tale problema, intervenendo sui probabili fattori responsabili.
Un interessante studio realizzato nel 2004 da Welt CK, Chan JL, Bullen J et al. sul New England Journal of Medicine (Recombinant human leptin in women with hypothalamic amenorrea) , mostra un ruolo importante della leptina nell’amenorrea ipotalamica suggerendo che “le pazienti con anoressia nervosa, le atlete agoniste con fragilità ossea e circa il 30 per cento delle donne con problemi di infertilità attribuibili a disfunzioni ipotalamiche” potrebbero giovarsi dei risultati di questa ricerca.
Tuttavia, si può aumentare o ottimizzare i livelli di leptina con una corretta alimentazione ed utilizzo di determinati alimenti, con la supplementazione  di integratori alimentari e con  modifiche dello stile di vita.
Il consiglio che posso dare è:
– Consumare il 30 per cento delle calorie giornaliere con proteine. La proteina sembra migliorare la sensibilità alla leptina.  Buone fonti di proteine sono i legumi, le noci e i semi oleosi, il pesce, la carne bianca, la carne rossa, uova.
– Assumere alimenti ricchi di omega-3 come il pesce e utilizzare integratori di omega-3. Gli acidi grassi omega-3 aumentano la leptina e migliorano il metabolismo del glucosio.
– Assumere lo zinco come minerale sia sotto forma di integratori che con gli alimenti. Fonti naturali di zinco sono ostriche, cereali integrali e carne rossa.
– Evitare di digiunare. In uno studio osservazionale le persone che hanno digiunato per 36 ore hanno avuto il 77 per cento di riduzione della leptina.
– Fare regolare attività fisica. Secondo uno studio del 2001 dal Dipartimento di Epidemiologia dell’Università di Harvard, persone che si sono allenate regolarmente avevano più alti livelli di sensibilità alla leptina.
– Assumere integratori a base di Magnesio,Taurina e Vitamina B6

 

Valerio Costantino – Naturopata

Comment 1

  1. Angela Giannoccoli
    18 Febbraio 2016

    Grande il mio mister! Pienamente soddisfatta ,e effettivamente riconoscimento a mille di tutto ciò che ho .quindi omega 3 e alimentazione corretta…,is number One my mister!

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